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Perché è importante ascoltare le voci di bambinə e ragazzə? Tre cose che abbiamo imparato parlando con loro di COVID-19 in Italia

29 Apr 2022
Why we need to champion
Read this blog in English.Come ricercatori del centro di ricerca di UNICEF Innocenti, crediamo nell'importanza di ascoltare bambinə e ragazzə per informare i processi decisionali e le politiche pubbliche. In quest’ottica, abbiamo progettato una ricerca qualitativa per esplorare come gli adolescenti  hanno vissuto e stanno vivendo la pandemia di COVID-19. Il progetto è attualmente in corso in sei paesi del mondo Italia, Canada, Madagascar, Lesotho, Indonesia e Cilee mira a comprendere:
  • Come bambinə e ragazzə vivono la pandemia, come si sentono;  
  • Quali tematiche considerano cruciali da affrontare al fine di preservare il loro benessere in relazione alla pandemia;  
  • Quali sono i loro suggerimenti a genitori, insegnanti, politici e a tutta la società adulta al riguardo.
Come primo passo, abbiamo realizzato un progetto pilota in Italia, dove abbiamo parlato con 114 bambinə e ragazzə di età compresa tra 10 e 19 anni tra febbraio e giugno 2021. I partecipanti alla ricerca hanno condiviso pensieri, riflessioni, disegni, fotografie e diari per descrivere cosa significa crescere durante la pandemia di COVID-19.  Attraverso molteplici interazioni, abbiamo imparato a conoscere i  loro ricordi, le loro emozioni e le loro opinioni.  Tutte le conversazioni, gli scritti e i disegni hanno fatto eco a tre messaggi chiave:  
  1. Avere tempo libero è un fattore protettivo. É quindi fondamentale non sovraccaricare bambinə e ragazzə con eccessivi impegni scolastici per colmare il divario creatosi nell'apprendimento formale. Il discorso pubblico si concentra sulle opportunità di apprendimento perse a causa della didattica a distanza. I sondaggi che misurano i risultati di apprendimento degli studenti mostrano un peggioramento rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, il nostro progetto di ricerca dimostra che bambinə e ragazzə apprezzano avere più tempo libero a disposizione e lo necessitano per elaborare le difficoltà delle loro vite appesantite da un'emergenza globale. 
  2. Riconoscere i contributi di bambinə e ragazzə, i loro sacrifici e ciò che hanno imparato durante la pandemia è un punto di partenza fondamentale per la pianificazione futura. Bambinə e ragazzə hanno avuto il tempo di riflettere su se stessɘ, di imparare dalla peculiare situazione che loro e le persone intorno a loro hanno vissuto e di crescere attraverso queste lezioni di vita e le loro riflessioni. Durante le crisi, le persone tendono a porsi domande esistenziali. Molti bambinə e ragazzə ci hanno detto che sentono di essere cambiatɘ e cresciutɘ affrontando i lockdown, l’apprendimento a distanza e il distanziamento sociale. Modificando i loro comportamenti, hanno contribuito alla salute e alla sicurezza collettiva, ma hanno dovuto sacrificare molte esperienze di vita e la loro "normalità" – come tutti gli altri. 
  3. Bambinə e ragazzə vogliono essere coinvolti ed essere parte dei processi decisionali. Dobbiamo ascoltarli. I partecipanti alla nostra ricerca hanno apprezzato il fatto di poter parlare di come si sentivano e di cosa pensavano. Sono rimasti sorpresi quando gli abbiamo chiesto di presentare raccomandazioni per i loro genitori, insegnanti, politici e per gli adulti in generale. Hanno condiviso buone idee che, se canalizzate bene e tempestivamente, potrebbero apportare cambiamenti significativi. Sono preoccupati per il loro futuro e per come le attuali risposte alla pandemia influenzeranno le loro vite. La maggior parte di loro non può ancora votare, ma vuole prendere parte ai processi decisionali. 
In poche parole, questa generazione di bambinə e ragazzə in Italia è sostanzialmente diversa dalle precedenti: hanno imparato in modo collettivo e come gruppo importanti lezioni di vita in relazione all'esperienza di pandemia di COVID-19.  Ad esempio, hanno spiegato di aver imparato a valorizzare l'importanza delle "piccole cose", agendo con responsabilità e cura nei confronti della propria comunità, e comprendendo l'importanza delle relazioni sociali. Hanno anche riflettuto molto su ciò che pensano possa rendere migliore il loro presente e il loro futuro. Se sostenuti e riconosciuti, saranno in grado di contribuire a ripensare la vita dopo la pandemia, in modo positivo e innovativo. Bambinə e ragazzə stanno già parlando, ma hanno bisogno di alleati. Genitori, insegnanti, comunità, ricercatori e politici possono svolgere un ruolo importante nel sostenerli, incoraggiarli e ascoltarli.Come possiamo noi adulti sostenere ed essere alleati di bambinə e ragazzə? 
  • Guardando le opportunità, non solo le lacune. Non concentrandoci esclusivamente sulle perdite nell'apprendimento tradizionale ma tenendo in considerazione e facendo leva sugli altri apprendimenti portati dalla pandemia.
Durante questo periodo ho imparato che nulla è scontato, ho appreso l’importanza che racchiude un secondo, il peso di un abbraccio o di una stretta di mano, ho appreso che la vita è un soffio, dura talmente poco che non c’è tempo da sprecare, ho imparato a vivere secondo per secondo, minuto per minuto, come se fossero gli ultimi per potermi godere la vita al massimo, una vita degna, una vita che potrò raccontare ai miei nipoti quando sarò nonna.” (A, 15 anni) Guardando indietro a questi mesi passati vedo una ragazza che ha oltrepassato numerosi ostacoli che sembravano quasi montagne, una ragazza che ha scoperto dei lati che non pensava di avere come la testardaggine e la forte determinazione che l'ha poi portata a numerose soddisfazioni. Vedo anche una ragazza che guarda la scuola con occhi diversi rispetto ad anni fa, è felice d’imparare, “scervellarsi” e ha voglia di dare il massimo. Penso anche di essere cambiata molto, soprattutto a livello di maturità, e spero di continuare sempre così, ascoltando me stessa, la mia mente ma soprattutto il mio cuore.” (S, 16 anni) 
  • Riconoscendoli e ringraziandoli. Bambinə e ragazzə hanno fortemente contribuito alla salute e  alla sicurezza delle loro comunità. 
Abbiamo rinunciato a molte cose ma abbiamo anche la consapevolezza di esserci rafforzati come persone e di aver dimostrato che anche noi adolescenti facciamo parte di una comunità (...) e che nel momento della difficoltà anche noi possiamo essere supporto agli adulti  pur continuando a sognare il nostro futuro.”  (G, scuola superiore) 
  • Ascoltando quello che hanno da dire. Non dando per scontato di sapere a priori come si sentono e cosa è meglio per loro.  
 I temi su cui la classe dirigente in Italia si dovrebbe focalizzare per garantire il benessere, presente e futuro, degli adolescenti, secondo me, sono legati alla loro libertà di vivere circondati dagli amici e dalla famiglia. Per questo non sarebbe una cattiva idea aumentare gli spazi verdi all’aperto, per permettere ai ragazzi di stare insieme e vicini in una zona con aria pulita e naturale, dove possono divertirsi e parlare senza troppe preoccupazioni.” (M, 15 anni)Per quanto riguarda la nostra classe politica spero che questa epidemia abbia insegnato e fatto capire quanto la scuola deve essere un punto fermo per poter farci crescere in un mondo più sicuro e spero che in futuro il governo investa nella scuola in modo intelligente, consapevole, senza sprechi che tutta la nostra società andrà a pagare.” (G, scuola superiore)Come ricercatori, abbiamo  imparato molte cose parlando direttamente con bambinə e ragazzə e, ora più che mai, crediamo fermamente che tutti gli adulti dovrebbero ascoltarli e confrontarsi con loro come membri chiave della società. Ad esempio, lavorando a stretto contatto con bambinɘ e ragazzɘ nella primissima fase del processo di ricerca, abbiamo imparato a smantellare le nostre ipotesi su ciò che pensavamo fosse "migliore" dal punto di vista metodologico ed etico e abbiamo accolto possibilità nuove e non considerate che hanno dato un valore estremamente elevato al lavoro di ricerca. Durante la fase di analisi, abbiamo inoltre iniziato a notare che molti dei "personaggi della pandemia", creati collettivamente e disegnati dai partecipanti durante i focus group, erano volutamente genderless. In quel momento ci siamo resi conto che utilizzando metodi di ricerca creativa che permettono ai ragazzi di esprimersi appieno, possiamo sbloccare il potenziale di ricerca e ottenere più di quello che stavamo cercando. Ora siamo ansiosi di continuare ed espandere questo progetto per scoprire cosa hanno da dire bambinə e i ragazzə in altri contesti del mondo e per diventare un ponte tra le loro emozioni, pensieri e idee e i decisori politici. Seguite il nostro lavoro per ricevere informazioni sui prossimi risultati di ricerca.  Scopri di più su questo progetto e sugli studi correlati nel rapporto "Vite a Colori".